Come acquistare un diamante senza fregature e rivenderlo con profitto

Come valutare i diamanti da investimento: le 4 C

Il metodo ormai universalmente riconosciuto per classificare i diamanti è quello delle 4C.
La sigla 4C indica i quattro fattori presi in considerazione per effettuare questa prima valutazione, quattro elementi che in inglese hanno tutti come iniziale la lettera C:

  1. Carat (carato o peso)
  2. Clarity (purezza)
  3. Color (colore)
  4. Cut (taglio)

I primi tre fattori sono il prodotto della natura, mentre il taglio è frutto dell’abilità dell’uomo. Il prezzo di un diamante deriva anzitutto da queste 4C; ma queste rappresentano solo un punto di partenza per la valutazione.

Carato – Carat

Il peso dei diamanti (come per le altre gemme) si esprime in carati, abbreviato in “ct”.  Un carato corrisponde a 200 milligrammi o 0,2 grammi. Ci vogliono quindi ben 5 carati per fare un grammo di peso. Il carato è  suddiviso a sua volta in grani che equivalgono ad 1/20 di grammo ed in punti che equivalgono ad 1/100 di carato.

carato diamanti

Fra le 4C il carato è quello che incide maggiormente sul prezzo. Del resto se chiedessi ad una persona come vuole il suo diamante, la prima cosa che ti risponderebbe è “grande”. Ma questa logica non è corretta, anzi porta spesso ad una scelta del diamante (sia da investimento sia da anello) sbagliata!

Se osservi un listino dei prezzi espresso in carati noterai due cose fondamentali:

  1. il prezzo non cresce in maniera lineare in base al peso
  2. il prezzo subisce dei veri e propri salti in corrispondenza di determinati valori

Cosa devi sapere sul carato

  • un diamante di minore caratura può apparire più grande?
  • perché il rapporto prezzo/carati  non è lineare e subisce dei salti a determinati valori?
  • che caratura deve avere il diamante da investimento?
  • qual è l’errore che la maggioranza delle persone compie quando sceglie il peso-carato di un diamante?
  • come scegliere il carato del tuo diamante da investimento o da anello

SCOPRILO NELLA GUIDA

Purezza – Clarity

La purezza di un diamante (“clarity”) definisce fino a che punto un diamante è privo di imperfezioni e inclusioni. Durante il processo di cristallizzazione della pietra è normale che rimangano imprigionate piccole tracce di carbonio o di altri cristalli di varia natura. Il loro numero, colore, dimensione e posizione determinano il grado di purezza del diamante.

La purezza di un diamante può essere stabilita soltanto con uno strumento che ingrandisce di dieci volte la pietra originale.

La purezza di una pietra è valutata seguendo una scala di valori definita a livello internazionale (scala della purezza):

  1. FL Flawless:  perfetto, diamante che non mostra inclusioni o macchie esterne ad un ingrandimento 10X. Si tratta di pietre molto rare e quindi molto costose, che non troverai nei tradizionali canali di vendita;
  2. IF (Internally Flawless): nessuna inclusione interna visibile a 10 ingrandimenti da un occhio esperto, ma lievi imperfezioni esterne.
  3. VVS-1 e VVS-2 (Very, Very Slightly Included):  poche e piccolissime inclusioni visibili a 10 ingrandimenti.
  4.  VS-1 e VS-2 (Very Slightly Included) inclusioni o macchie esterne più piccole di un granello di sale viste sotto un microscopio 10X. Nessun carbone, frattura o rottura
  5. SI-1 (Slightly Included) piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti, le inclusioni possono essere anche carbon o fractures. La maggioranza sono “eye clean” ossia i difetti non sono visibili a occhio nudo, anche da un occhio esperto
  6. SI-2 (Slightly Included) diverse piccole inclusioni visibili a 10 ingrandimenti e alcune di esse anche a occhio nudo
  7. SI-3  (Slightly Included) inclusioni visibili a occhio nudo solo da un osservatore esperto.
  8. I-1 (Imperfect) inclusioni o macchie visibili a occhio nudo. Prodotti commerciali
  9. I-2 (Imperfect) molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza fino a far apparire opaco anche un quarto del diamante
  10. I-3 (Imperfect)  molte inclusioni distintamente visibili a occhio nudo che diminuiscono la brillantezza e compromettono la struttura del diamante, rendendolo più fragile. Poco brillante e lucido.

La maggioranza dei laboratori usa questa scala ma ci sono alcune varianti. In particolare alcuni laboratori europei usano la P (sta per Pique) al posto della I: P1, P2, P3. AGS utilizza una scala numerica

scala purezza diamante

 

La purezza di una pietra …

  • quali sono le imperfezioni di una gemma?
  • come e perché possono esserci diverse valutazioni fra i diversi laboratori di certificazione
  • da quali elementi dipende la valutazione della purezza della pietra?
  • quanto è importante la purezza?
  • che purezza deve avere un diamante da investimento? E una pietra da montare su un anello o gioiello?

SCOPRILO NELLA GUIDA

Colore – Color

In natura si possono trovare diamanti di tutti i colori dell’arcobaleno.

I diamanti colorati sono molto rari, e quindi preziosi. In genere i diamanti che vedrai saranno bianchi o gialli. Parlare di diamanti bianchi è in realtà un’imprecisione, si dovrebbero definire “pietre senza colore”.

Il diamante è essenzialmente composto da carbonio, ma la maggioranza delle pietre presenta delle impurità che ne determinano la colorazione. L’impurezza più comune, l’azoto, causa una colorazione gialla più o meno intensa a seconda del tipo e della concentrazione di azoto presente.I diamanti senza colore sono molto rari perché hanno poca o nessuna impurità. Per questo più il diamante è giallo minore è il suo valore. Ma non è solo una questione di rarità e impurità della pietra. Più il diamante è puro e bianco più la luce lo  attraversa rendendolo maggiormente brillante e splendente.

La scala dei colori

Il colore del diamante è valutato su una scala introdotta negli anni ’50 dalla GIA e oggi universalmente utilizzata.

Questa scala utilizza le lettere dalla D alla Z, dove la D rappresenta le pietre con assenza di colore, e Z quelle con maggiore presenza di giallo. Oltre alla Z ci sono i cosiddetti “fancy diamonds”, i diamanti fantasia o colorati.

colore diamante investimento

 

Il colore viene valutato posizionando la pietra alla luce (corrispondente alla luce diurna) con la faccia rivolta verso il basso. L’intensità del colore viene determinata confrontando il diamante con una gamma di pietre di riferimento, dette “Master Stones”

Tre domande fondamentali sul colore

  • Quale colore scegliere per un diamante da investimento?
  • E per un anello o gioiello?
  • La vera scala dei colori che nessuno ti insegnerà

SCOPRILO NELLA GUIDA

Continua con le caratteristiche del taglio del diamante 

Opt In Image
Gratis la miniguida Investire in Diamanti
Iscriviti e ricevila in omaggio. Ebook di 30 pagine

Lascia un commento

Prossimo