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Come difendersi dalla tassa di successione

Periodicamente sui giornali finanziari e non, torna alla ribalta l’aumento della tassa di successione. Era successo a febbraio e ora un’importante newsletter finanziaria ha ripreso l’argomento. Tutto nasce dal buco di 8 miliardi nei conti pubblici che dovrà esser in qualche modo coperto per evitare un aumento dell’Iva.

Se l’aumento dell’imposta di successione ci sarà dipenderà molto anche dalle vicende politiche e dalle convenienze elettorali. Non c’è però dubbio che l’operazione è allo studio da mesi e anche ormai abbastanza delineata nei fatti.  Prendendo spunto quindi da articoli finanziari degli ultimi mesi, riporto la situazione attuale e le ipotesi future.

Tassa di successione in Italia

Le imposte di successione, abolite nel 2001, sono state reintrodotte nel 2006 con un sistema di aliquote e franchigie differenziate in base al rapporto di parentela più o meno stretto dell’erede.

imposta successione italia

Quindi:

  • se a ereditare sono coniuge, figli, nipoti, pronipoti, genitori, nonni e bisnonni fino a 1.000.000 di euro (a beneficiario) non si pagano tasse di successione e sopra tale somma si paga il 4 %;
  • se a ereditare sono fratelli e sorelle, la franchigia scende a 100.000 euro e sopra si paga il 6 %;
  • altri parenti fino al quarto grado e affini in linea retta (es. la suocera) o fino al terzo grado (la zia della moglie o del marito) non hanno franchigia e pagano il 6 %;
  • tutti gli altri pagano l’8 %.

In caso di immobili poi, indipendentemente dal legame, occorre aggiungere l’imposta di trascrizione (2%) e quella catastale (1%).  Fa eccezione  la prima casa con “solo” 168 euro di trascrizione e 168 euro di catastale.

tasse-di-successione-in-europaPuò sembrare strano, ma per una volta il nostro paese appare rispetto agli altri paesi occidentali,  tra quelli meno tassati. Ma paradossalmente proprio questo ha fatto storcere il naso a qualcuno (mentre il problema semmai è il caso contrario) e di fronte alle necessità di bilancio, si sta puntando quindi ad aumetare questa tassa. La difesa demagofica d’altronde è semplice: si tassa la ricchezza ereditata (non meritata quindi) e ci si allinea all’Europa.

Sono già circolate varie ipotesi sul futuro:

  • coniuge, nonni, figli, nipoti vedrebbero ridotta  la franchigia da 1 milione crolla a 400.000 euro e aumentata l’aliquota dal 4%  al 7%;
  • per fratelli e sorelle  l’aliquota sale all’8%;
  • altri parenti prossimi: l’aliquota sale al 10%;
  • altri; aliquota al 15 % .

E’ poi già stata definita una sorta di super tassazione per eredità superiori ai 5 milioni di euro:

  • coniuge e parenti in linea retta: 21%;
  • fratelli e sorelle: 24%;
  • parenti prossimi: 30%;
  • altri: 45%.

 

Soluzioni

Negli articoli si citano poi alcune soluzioni, ma alla fin fine si riducono a proposte di polizze vita (che però potrebbero prima o poi rientrare nell’asse ereditario) e donazioni da effettuare prima che passi la nuova legge.  Visto l’argomento di questo sito non posso che aggiungere un’altra valida, lecita e anche più efficace soluzione: i diamanti.

Non a caso tra i vantaggi dell’investimento in diamanti citavo anche:

  • è un investimento esentasse, non si paga imposta di bollo o capital gain sulle plusvalenze o tassa di successione;
  • consente all’investitore di mantenere l’anonimato. Non c’è nulla segnato in banca o su qualche registro;
  • è facilmente trasportabile e può passare di mano in mano senza lasciare tracce al Fisco, ai creditori o agli eredi;
  • è un bene resistente e per questo duraturo

Già oggi molti nonni regalano diamanti a figli o nipoti, specie in alcune regioni d’Italia. Una sorta di donazione, del tipo un diamante da un carato per ogni nipote. Per le sue caratteristiche queste pietre sono infatti uno strumento ideale per gestire al meglio pratiche successorie. Non sto ovviamente consigliando di trasformare tutto il patrimonio in diamanti, ma semplicemente di utilizzare anche questi per diversificare e massimizzare i risultati, riducendo anche l’impatto fiscale. Stando però attenti a non finire dalla padella alla brace. L’investimento in diamanti presenta infatti insidie e il rischio è di “regalare” ai venditori quello che si è sottratto legalmente al Fisco. Per questo è importante conoscere le basi dell’investimento in diamanti, potrai farlo agevolmente leggendo la nostra guida sui diamanti.

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